A Palazzo Tursi il ricordo delle donne della Resistenza per la Giornata Internazionale della Donna
06/03/2026
La memoria delle donne che hanno partecipato alla Resistenza italiana è stata al centro dell’incontro ospitato nel pomeriggio a Palazzo Tursi, sede del Comune di Genova, in occasione della Giornata Internazionale della Donna. L’iniziativa, intitolata “Donne radici di marzo, fiori di resistenza”, ha proposto un momento di riflessione pubblica sul contributo femminile alla lotta antifascista e sul ruolo delle donne nella storia civile del Paese.
L’appuntamento è stato promosso dalle sezioni ANPI della Regione Liguria, Oregina, Centro storico, Lagaccio e Castelletto, insieme al Circolo ricreativo culturale di via Sertoli, e ha visto la partecipazione di testimoni e studiosi della storia partigiana.
Ad aprire l’incontro è stata la sindaca di Genova Silvia Stefani, che ha sottolineato l’importanza di restituire piena visibilità al ruolo delle donne nella storia della Resistenza.
“Riconoscere il ruolo delle donne nella storia, e in particolare nella Resistenza, è un atto di giustizia necessario”, ha affermato la sindaca. “Per troppo tempo il loro coraggio è rimasto confinato dietro le quinte, privandole del riconoscimento che meritavano”.
Le donne nella lotta antifascista
Nel corso dell’iniziativa sono stati ricordati i percorsi di molte donne che parteciparono alla lotta partigiana, contribuendo non solo alle attività di supporto ma anche alle operazioni militari, alla rete di comunicazione clandestina e alla cura dei feriti.
Protagonista dell’incontro è stato Giordano Bruschi, noto come il partigiano Giotto, che dialogando con la giornalista, scrittrice e presidente della Commissione Cultura del Consiglio comunale ha ripercorso il ruolo decisivo svolto dalle donne durante la Resistenza.
Molte di loro operarono spesso lontano dai riflettori, svolgendo compiti fondamentali per la sopravvivenza delle formazioni partigiane e per la costruzione di una nuova consapevolezza sociale.
Tra le figure ricordate nel corso dell’incontro sono state citate Teresa Mattei, una delle 21 Madri Costituenti che parteciparono alla stesura della Costituzione italiana, e Ada Gobetti, protagonista della Resistenza torinese e compagna di Piero Gobetti, morto a seguito delle violenze subite dai fascisti.
È stata inoltre ricordata Angiolina Berti, conosciuta come Partigiana Marietta, che contribuì alla creazione degli ospedali partigiani destinati alla cura dei combattenti feriti.
Il racconto di Enrichetta Canepa
Tra le testimonianze più intense della giornata quella di Enrichetta Canepa, figlia del comandante partigiano Giovanni Battista Canepa, conosciuto con il nome di battaglia Marzo.
Canepa ha rievocato la propria infanzia trascorsa in montagna durante gli anni della guerra, accanto ai genitori impegnati nella lotta antifascista all’interno della divisione Cichero.
Nel suo racconto è emerso il ruolo determinante delle donne all’interno delle brigate partigiane e nelle comunità che sostenevano la Resistenza. La madre Maria Vitiello visse infatti tutta l’esperienza della lotta partigiana accanto alla figlia, condividendo i rischi e le difficoltà della vita clandestina.
Nonostante le perplessità di alcuni compagni, la famiglia partecipò anche alla festa per la Liberazione di Genova, raggiungendo la città a bordo di un carro trainato da un cavallo.
Memoria storica e diritti nel presente
L’iniziativa ha offerto l’occasione per collegare il ricordo storico alle sfide contemporanee. Nel suo intervento la sindaca Stefani ha richiamato l’attenzione sulla necessità di proseguire il percorso verso una piena parità tra uomini e donne.
Secondo la prima cittadina, ricordare le donne della Resistenza significa anche riflettere sulle questioni ancora aperte, come il divario salariale e la piena valorizzazione del ruolo femminile nella società.
“Chi oggi ricopre ruoli di responsabilità – ha affermato – ha anche il dovere morale di rappresentare la voce di tutte le donne, ricordando le difficoltà che ancora incontrano nel vedere riconosciuto il proprio impegno”.
L’incontro di Palazzo Tursi si inserisce nel calendario di iniziative organizzate in città per l’8 marzo, dedicate alla memoria, alla cultura e alla riflessione sui diritti delle donne.