Accordo UE–Mercosur, Confagricoltura ribadisce le criticità: “Rischio squilibrio per l’agricoltura europea”
10/01/2026
Il primo via libera politico all’accordo commerciale tra Unione europea e Mercosur, arrivato a maggioranza dalla riunione del Coreper, riaccende le preoccupazioni del mondo agricolo italiano. Confagricoltura conferma una posizione di forte cautela, sottolineando come l’intesa, nella sua formulazione attuale, presenti nodi strutturali che incidono direttamente sulla competitività delle imprese agricole europee e sulla tenuta delle filiere produttive.
Al centro delle perplessità resta il principio di reciprocità, considerato imprescindibile per garantire condizioni di concorrenza eque. Secondo la Confederazione, l’accordo rischia di cristallizzare un’asimmetria già evidente: da un lato le aziende agricole dell’Unione sono chiamate a rispettare standard stringenti su sostenibilità ambientale, sicurezza alimentare e tutela dei diritti dei lavoratori; dall’altro, le importazioni provenienti dai Paesi del Mercosur non sarebbero soggette a obblighi equivalenti.
Il nodo degli standard e della concorrenza
L’apertura del mercato europeo a prodotti agroalimentari realizzati in contesti normativi meno vincolanti viene letta come un fattore di squilibrio competitivo. Unione Europea ha costruito nel tempo un modello agricolo basato su qualità, tracciabilità e sicurezza, elementi che comportano costi elevati ma che rappresentano anche un valore riconosciuto dai consumatori.
Confagricoltura evidenzia come l’ingresso di produzioni provenienti da Brasile, Argentina, Uruguay e Paraguay, realizzate con regole meno stringenti in materia ambientale e sociale, possa tradursi in una compressione dei prezzi e in una penalizzazione diretta per gli agricoltori europei. Il rischio, sottolinea la Confederazione, è quello di indebolire il tessuto produttivo interno proprio mentre si chiede alle imprese uno sforzo crescente in termini di transizione ecologica e sostenibilità.
Ratifica ancora aperta e attenzione ai prossimi passaggi
Il voto in sede Coreper rappresenta un passaggio rilevante ma non conclusivo. L’iter di ratifica dell’accordo UE–Mercosur è destinato a proseguire nei prossimi mesi e coinvolgerà ulteriori livelli decisionali, sia europei sia nazionali. In questo contesto, Confagricoltura annuncia un monitoraggio costante e puntuale dell’evoluzione del dossier, riservandosi di valutare ogni iniziativa utile a tutelare le imprese agricole e a difendere la solidità economica delle filiere.
La posizione espressa non si traduce in una chiusura pregiudiziale al commercio internazionale, ma richiama la necessità di accordi che non scarichino i costi dell’integrazione sui produttori più esposti. Per l’agricoltura italiana ed europea, il tema non riguarda soltanto i volumi di scambio, ma il modello di sviluppo che si intende sostenere: qualità, sicurezza e sostenibilità rischiano di perdere valore se non trovano un riscontro simmetrico nelle regole applicate ai partner commerciali.
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