Genova avvia la prima rilevazione nazionale sulle persone senza dimora: oltre 310 volontari in campo
27/01/2026
Nella notte avviata dall’asilo notturno Massoero, Genova ha dato il via alla prima Rilevazione Nazionale delle Persone Senza Dimora collegata al Censimento Istat, mettendo in campo una mobilitazione ampia e organizzata: oltre 310 volontari impegnati, affiancati da operatori esperti, per raggiungere chi vive in strada e spesso resta fuori dai radar dei servizi e della percezione pubblica.
Alla partenza ha partecipato anche la sindaca Silvia Salis, insieme a una delegazione della giunta comunale: dall’assessora al Welfare Cristina Lodi alle deleghe su pari opportunità, turismo, urbanistica, ambiente e sicurezza urbana, fino agli assessori al patrimonio e ai servizi demografici. Una presenza istituzionale che, nelle intenzioni dichiarate, vuole rendere visibile un lavoro che di solito si svolge lontano dai riflettori, nella fatica quotidiana del contatto diretto.
Il lavoro notturno: squadre, zone e copertura dei municipi
La rilevazione a Genova si svolge da ieri sera fino a giovedì 29 gennaio, con una scansione metodica: i 9 municipi vengono coperti ogni notte da circa 50 squadre distribuite su 48 zone. I gruppi operano con un obiettivo preciso: osservare, incontrare, ascoltare, raccogliere informazioni utili, senza trasformare la strada in un set né ridurre le persone a numeri.
Nel primo giro, la sindaca ha partecipato con un gruppo di volontari a un percorso nel centro città, nel quadrante compreso tra piazza De Ferrari, via XX Settembre, via XII Ottobre e Piccapietra. L’adesione dei volontari è avvenuta attraverso la campagna nazionale #tutticontano, che richiama l’idea di un censimento che non si limita ai residenti registrati, ma prova a intercettare anche chi vive una condizione di marginalità estrema.
Cabina di regia locale e rete del terzo settore
Il Comune ha costruito una cabina di regia sul territorio lavorando con le realtà che, a Genova, seguono da vicino la grave emarginazione adulta: Auxilium, Il Cesto, San Marcellino e Il Melograno, realtà riconducibili alla federazione fio.PSD. Il lavoro locale si inserisce in una rete nazionale che coinvolge, tra gli altri, Caritas Italiana, Comunità di Sant’Egidio, Arci, Azione Cattolica, Agesci, Croce Rossa e CSVnet, con l’obiettivo di mobilitare competenze e prossimità.
La sindaca Salis ha legato la serata a un messaggio politico e civile: la volontà di evitare “persone invisibili” e la consapevolezza che l’azione pubblica, quando incontra il volontariato, trova energie decisive per arrivare dove le risorse istituzionali non bastano. Genova rientra tra le 14 città metropolitane selezionate per la rilevazione: un passaggio che, oltre al dato statistico, può rafforzare la capacità di leggere i bisogni e tarare le risposte sul territorio.