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Grande Genova, sindaca Salis: «Unione di territori a cui ridare un ruolo centrale»

15/01/2026

Grande Genova, sindaca Salis: «Unione di territori a cui ridare un ruolo centrale»

Cent’anni fa, il 14 gennaio 1926, l’unificazione degli ex Comuni diede forma alla Grande Genova, ridisegnando confini amministrativi e avviando un processo che avrebbe costruito l’identità urbana della città contemporanea. Un anniversario che l’Amministrazione comunale sceglie di leggere non come semplice ricorrenza, ma come occasione per riaffermare il valore dei territori, delle delegazioni e delle comunità che continuano a definire il volto plurale della città.

A sottolinearlo è la sindaca Silvia Salis, che richiama l’origine policentrica di Genova e la necessità di riconoscere il ruolo attivo delle sue componenti storiche. L’unificazione, ricorda, ha dato vita alla città che conosciamo oggi, ma non ha cancellato le identità locali che, ancora adesso, rappresentano una risorsa viva e riconoscibile.

Identità locali come forza della città

Secondo la sindaca, prima del 1926 Genova era una costellazione di Comuni autonomi, ciascuno con una propria storia e una propria vocazione. È proprio questa eredità a costituire una delle principali ricchezze della città: realtà territoriali fortemente radicate, in parte raccolte e rappresentate dai Municipi, che continuano a essere punti di riferimento per i cittadini. L’azione amministrativa, spiega Salis, si muove in questa direzione: riconoscere e valorizzare le specificità locali, restituendo ai territori un ruolo simbolico e operativo nel rapporto con il Comune.

Le tradizioni cittadine mostrano quanto siano ancora vive le identità dei quartieri. Metterle in dialogo, senza appiattirle, significa costruire una città più coesa e consapevole della propria storia, capace di proiettarsi nel futuro senza perdere il legame con le proprie radici.

Il centenario come chiave di lettura del presente

Sul significato culturale del centenario interviene l’assessore alla Cultura Giacomo Montanari, che definisce la nascita della Grande Genova un passaggio decisivo non solo dal punto di vista amministrativo, ma anche identitario. L’unione dei Comuni ha dato forma a una realtà urbana complessa e plurale, profondamente legata ai quartieri e alle comunità che li abitano, e al tempo stesso proiettata verso la modernità, il lavoro e l’apertura internazionale.

Ricordare oggi quell’unificazione significa, per l’Amministrazione, rileggere un progetto che guardava al futuro e valorizzarne l’eredità culturale, sociale e urbanistica. Un’eredità che continua a interrogare il presente e a suggerire nuove prospettive di sviluppo.

Cultura e trasformazioni urbane come filo conduttore del 2026

Nel percorso di riflessione avviato per il centenario, la cultura assume un ruolo centrale. È lo strumento che consente di comprendere il passato, interpretare il presente e immaginare ciò che verrà. In quest’ottica, Montanari anticipa che il filo conduttore della proposta culturale cittadina per il 2026 sarà dedicato alle trasformazioni urbane del Novecento, un secolo che ha inciso profondamente sull’assetto e sull’identità di Genova.

La celebrazione dei cento anni della Grande Genova diventa così un momento di consapevolezza collettiva: un invito a riconoscere le radici territoriali come base per una città capace di guardare avanti con coesione, creatività e responsabilità.

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Annalisa Biasi

Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to