Logistica portuale e città: tecnologia come leva per ridurre congestioni e attese
20/01/2026
La tenuta del rapporto tra porto e città passa sempre più dalla capacità di governare i flussi, ridurre i tempi morti e trasformare l’innovazione tecnologica in uno strumento operativo, non in uno slogan. È il filo che ha attraversato l’intervento del vicesindaco e assessore ai Rapporti Porto-Città Alessandro Terrile, intervenuto al convegno “Port and logistic congestion, me ne faccio un buffer!”, ospitato in Regione Liguria e promosso da Connect id. Al centro, una convinzione netta: senza tecnologia applicata ai processi, il sistema logistico rischia di scaricare inefficienze su strade, quartieri e operatori.
Per Terrile, lo sviluppo del porto resta un fattore decisivo per la crescita della città, ma la reciprocità del rapporto impone soluzioni capaci di contenere i conflitti. Le applicazioni oggi disponibili — e quelle in arrivo — consentono di intervenire su nodi storici: gestione degli accessi, programmazione dei carichi, coordinamento tra banchine, varchi e viabilità urbana. Non si tratta di un salto astratto nel futuro, bensì di un insieme di scelte concrete che incidono su ambiente, mobilità e competitività.
Dati, elettrificazione e coordinamento dei flussi
Tra i punti richiamati dal vicesindaco spiccano l’elettrificazione delle banchine e la connessione dei sistemi informativi. La prima riduce emissioni e rumore, con effetti immediati sulla qualità dell’aria e sulla vivibilità delle aree limitrofe; la seconda abilita una gestione più fine dei dati, indispensabile per anticipare picchi di traffico e distribuire i mezzi pesanti in modo più equilibrato.
In questa cornice, la decongestione non è un obiettivo isolato: significa anche abbassare i costi lungo la filiera. Ogni attesa evitata, ogni coda prevenuta, ogni ingresso programmato con precisione si traduce in risparmi di tempo e denaro per operatori, autotrasportatori e terminal. Sprechi che, come è stato sottolineato, non riguardano solo Genova, ma l’intero sistema logistico del Nord Italia, chiamato a competere su scala europea.
Innovazione e sostenibilità del rapporto porto-città
L’innovazione tecnologica, compreso l’uso dell’intelligenza artificiale, è stata indicata come una risorsa per eliminare le inefficienze che si annidano nei passaggi intermedi: tempi morti, informazioni non sincronizzate, decisioni prese senza una visione d’insieme. L’obiettivo è una viabilità più fluida e prevedibile, capace di convivere con la città senza scaricare su di essa i costi dell’operatività portuale.
Il messaggio che emerge dal convegno è pragmatico: la sostenibilità del rapporto porto-città non si costruisce per contrapposizione, ma attraverso strumenti che rendono compatibili esigenze economiche, ambientali e sociali. La tecnologia, in questo senso, diventa una infrastruttura invisibile ma decisiva, in grado di trasformare la complessità in un vantaggio competitivo condiviso.
Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to