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Pontos 2026, Genova torna a interrogare il Mediterraneo come spazio di relazione

10/01/2026

Pontos 2026, Genova torna a interrogare il Mediterraneo come spazio di relazione

Dal 13 al 16 gennaio Genova ospita la terza edizione di Pontos – Euromediterraneo in dialogo, festival che mette al centro il Mediterraneo come luogo di attraversamenti, scambi e costruzione di senso. Il titolo scelto per il 2026, “Mappe mediterranee: viaggi, storie e destini”, orienta un programma diffuso che coinvolge sedi simboliche della città — da Palazzo Ducale alla Biblioteca Universitaria, dal Blue District al Museo Nazionale dell’Emigrazione Italiana, fino all’Acquario di Genova e al Teatro LaClaque. Con il patrocinio del Comune di Genova, Pontos rafforza la sua vocazione educativa e pubblica, intrecciando scuola, ricerca, arti e cittadinanza.

L’avvio è fissato per martedì 13 gennaio alle 9.30 nella Sala del Maggior Consiglio di Palazzo Ducale. Da lì, il festival si dispiega in quattro giornate di incontri, laboratori e pratiche condivise, rivolte a studenti, giovani e pubblico adulto, con un’attenzione costante alla dimensione formativa.

Viaggio come chiave di lettura del Mediterraneo

Il tema del viaggio attraversa l’intero impianto curatoriale. Rotte, migrazioni, pellegrinaggi ed esplorazioni vengono letti come forze che hanno modellato paesaggi e identità, restituendo al Mediterraneo la sua natura di spazio connettivo. In un tempo segnato da chiusure e narrazioni difensive, Pontos rilancia il viaggio come gesto politico e culturale, capace di generare relazione e responsabilità.

Come sottolinea SiMohamed Kaabour, consigliere delegato alle Relazioni internazionali e direttore del festival, il Mediterraneo è stato e resta un mare di conoscenza e di speranza, pur segnato da ferite profonde. Il programma 2026 si muove lungo questa tensione, richiamando valori di dialogo, accoglienza e reciprocità come elementi costitutivi di una storia condivisa.

Scuole, artisti e saperi in dialogo

Pontos è promosso da Nuovi Profili con una rete ampia di partner educativi e culturali: tra gli altri, il Liceo Linguistico Internazionale Grazia Deledda, l’Istituto Duchessa di Galliera, il Liceo Piero Gobetti, l’Istituto Alberghiero Marco Polo, la Fondazione Palazzo Ducale per la Cultura, la Biblioteca Universitaria di Genova, Save the Children Italia, il CoNNGI, con il supporto della Fondazione Compagnia di San Paolo e dell’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni, oltre al patrocinio dell’Agenzia Spaziale Italiana.

Il programma alterna panel e keynote a workshop e laboratori artistici. Tra gli ospiti, studiosi e divulgatori come Marco Aime, Antonio Musarra e Chiara Piaggio, affiancati da artisti dell’area euromediterranea — Elia Moutamid, Helmi Sa7bi, Abdellatif Habib, Vago — chiamati a lavorare in dialogo diretto con le scuole. La chiusura, giovedì 16 gennaio, è affidata a una serata di showcase musicali e performance urbane al Teatro LaClaque.

Pontos conferma così una missione precisa: portare il sapere fuori dalle aule, intrecciare ricerca ed esperienza, costruire ponti tra sponde, linguaggi e generazioni, interrogando questioni che attraversano il presente — migrazioni, clima, diritti, pace, educazione, identità — con strumenti culturali capaci di attivare partecipazione e immaginazione.

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Andrea Bianchi

Autore di articoli di attualità, casa e tech porto in Italia le ultime novità.