Rifiuti in Liguria, Bucci: “Sei manifestazioni di interesse. Chiudere il ciclo per ridurre la Tari, nel rispetto ambientale”
24/02/2026
Sei manifestazioni di interesse, sei grandi gruppi industriali coinvolti e un percorso che ora entra nella fase più delicata: la valutazione comparativa delle proposte. È il quadro tracciato dal presidente della Regione Liguria, Marco Bucci, intervenuto a Savona a margine dell’apertura della nuova sede di Filse, parlando dell’iter avviato per la realizzazione dell’impianto destinato alla chiusura del ciclo dei rifiuti sul territorio regionale. Le realtà che hanno aderito all’avviso pubblico sono A2A Ambiente, Acea Ambiente, Herambiente, Iren Ambiente, Kanadevia Inova e l’RTI EcoEridania–Italiana Coke.
Bucci ha definito “buono” il riscontro ottenuto, sottolineando però che la fase decisiva sarà quella dell’analisi: “Sarà necessario valutare con attenzione quale proposta risulterà migliore nell’interesse dei cittadini”. Un passaggio che la Regione intende gestire con una procedura comparativa affidata ad Arlir, per la quale – secondo le indicazioni fornite – si va verso un nuovo incarico e l’avvio dell’iter intorno alla metà di marzo.
L’obiettivo dichiarato: autosufficienza e taglio dei costi fuori regione
Per la Regione, l’impianto non viene presentato soltanto come un’infrastruttura tecnica, ma come una scelta economica e strategica. Bucci lega la “chiusura del ciclo” a due risultati concreti: da un lato la possibilità di produrre energia “aggiuntiva” a beneficio del territorio, dall’altro – e soprattutto – la riduzione della Tari per cittadini e imprese, eliminando i sovraccosti legati allo smaltimento della quota residua indifferenziata fuori dai confini regionali. Un punto, questo, definito “condizione essenziale”: se non si traduce in un beneficio reale sulle bollette dei rifiuti, ha spiegato il presidente, l’operazione perderebbe senso.
Sui tempi, Bucci indica una traiettoria prudente: una stima “approssimativa” di un anno per l’iter autorizzativo e poi alcuni anni necessari per la realizzazione. Una scansione che rimanda, inevitabilmente, a un confronto pubblico destinato a intensificarsi man mano che la procedura entrerà nel vivo.
Il confronto con i comitati e la linea della Regione sulle tecnologie
Alle preoccupazioni espresse da comitati territoriali – con particolare attenzione alla Valbormida – Bucci risponde ribadendo che “nessuna decisione è stata presa” e che questo, per la Regione, è il momento della valutazione, non delle contrapposizioni. Il presidente sostiene che le tecnologie attuali non sarebbero più comparabili a quelle del passato e porta l’esempio di Copenaghen, dove un impianto in area urbana è integrato in un contesto cittadino. Il messaggio politico è chiaro: l’amministrazione intende procedere “nel pieno rispetto ambientale”, ritenendo fuori discussione la realizzazione di impianti che generino inquinamento, sia per vincoli di legge sia per scelta.
Sulla stessa linea l’assessore regionale al Ciclo dei rifiuti Giacomo Raul Giampedrone, che interpreta l’adesione di sei soggetti di primo livello come un segnale di solidità del percorso e come il frutto di un lavoro avviato da tempo, dal nuovo piano regionale dei rifiuti fino alla creazione di Arlir, che ha gestito la manifestazione di interesse. Nel ragionamento dell’assessore, la chiusura del ciclo rappresenta la risposta strutturale a un sistema che, se fondato prevalentemente su discariche e trasferimenti fuori regione, avrebbe generato negli anni costi più alti per i liguri.