Truffa agli anziani con il metodo del “finto Carabiniere”: due arresti tra Genova e Mantova
12/02/2026
Un copione purtroppo noto, costruito su paura e disorientamento, che questa volta si è interrotto grazie a un intervento rapido e coordinato della Polizia di Stato. Nella tarda mattinata di martedì 10 febbraio, gli agenti delle Squadre Mobili di Genova e Mantova, con il supporto del Commissariato di Pubblica Sicurezza di Rapallo, hanno arrestato due uomini con l’accusa di truffa aggravata ai danni di un’anziana.
L’operazione rientra in un’attività mirata al contrasto dei reati predatori, con particolare attenzione alle truffe che colpiscono persone anziane, spesso individuate come bersagli vulnerabili attraverso tecniche di manipolazione psicologica ormai collaudate.
L’auto sospetta e il coordinamento tra le Questure
L’intervento è scaturito dall’attività investigativa avviata dalla Questura di Genova, che, superate le campagne del cremonese e giunta in territorio mantovano, ha segnalato ai colleghi della Questura di Mantova la presenza di un’autovettura sospetta con a bordo presunti truffatori.
La conoscenza del territorio ha consentito ai poliziotti mantovani di intercettare il veicolo e di ricostruire la sequenza dei fatti: dall’adescamento telefonico della vittima fino all’ingresso dei due uomini nell’abitazione con un pretesto, per poi uscire con due cofanetti e tentare la fuga.
I sospetti sono stati bloccati poco distante dal luogo del fatto, arrestati e accompagnati negli uffici della Questura di Mantova per le procedure di rito. A carico di uno dei due è stata contestata anche la violazione per porto abusivo di armi od oggetti atti ad offendere, poiché trovato in possesso di un coltello a serramanico lungo 14 centimetri.
Il raggiro del “finto Carabiniere” e il bottino recuperato
Secondo quanto riferito dalla vittima in sede di denuncia-querela, la truffa è stata messa in atto attraverso la tecnica del cosiddetto “finto Carabiniere”. La donna ha raccontato di aver ricevuto una telefonata da un uomo che si qualificava come appartenente all’Arma, il quale le spiegava che, a seguito di una rapina avvenuta presso una gioielleria di Mantova, sarebbero stati effettuati controlli nelle abitazioni per verificare l’eventuale presenza di gioielli riconducibili al furto.
Mantenendo il contatto telefonico, il truffatore avrebbe indotto la signora a raccogliere in due cofanetti i propri preziosi – per un valore stimato di circa 30.000 euro – insieme a 1.100 euro in contanti, poi ritirati da un complice presentatosi presso l’abitazione.
L’azione si è conclusa con la restituzione integrale dei gioielli e del denaro alla vittima, ancora scossa per quanto accaduto ma sollevata dall’esito dell’intervento.
Le indagini hanno consentito di interrompere un meccanismo fraudolento che continua a colpire con modalità analoghe in diverse aree del Paese, facendo leva sulla fiducia riposta nelle istituzioni.
Resta ferma la presunzione di innocenza degli indagati fino a eventuale condanna definitiva.
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Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to