Welfare, Comune e strutture convenzionate: al Matitone il primo tavolo sulla terza e quarta età
21/01/2026
Un primo incontro, atteso da tempo, che punta a spostare il baricentro delle politiche per gli anziani dalla sola gestione dei servizi alla costruzione di un percorso condiviso. Al Matitone si è svolta la riunione tra il Comune di Genova e i rappresentanti di una parte delle circa 30 strutture sociosanitarie extraospedaliere convenzionate, chiamate a portare osservazioni e proposte su un tema che, per una città con una forte componente di popolazione anziana, non può più essere affrontato per compartimenti stagni.
L’obiettivo dichiarato è avviare un lavoro di co-programmazione e co-progettazione: ascoltare esigenze e criticità dei gestori, individuare strategie comuni, ridisegnare alcuni assetti dei servizi e, soprattutto, ragionare su come potenziare la presa in carico in un’ottica di invecchiamento attivo, rafforzando autonomia e qualità della vita.
Co-programmazione e “residenza aperta”: il cambio di approccio
A fissare il senso politico dell’incontro è l’assessora al Welfare, ai Servizi sociali e alla Terza età Cristina Lodi, che parla di un appuntamento convocato “per la prima volta” proprio per avviare un percorso strutturato con le realtà convenzionate. L’idea di fondo è ambiziosa: una riorganizzazione complessiva dei servizi che metta al centro l’invecchiamento attivo e che, nel medio-lungo periodo, guardi allo strumento della “residenza aperta”.
La prospettiva è quella di fare rete con gli stakeholder territoriali per offrire, attorno alle persone anziane, un insieme di risposte integrate che consentano di restare il più possibile in autonomia, evitando che l’ingresso in struttura diventi l’unica soluzione praticabile. In questa logica, l’incontro non è una consultazione formale, ma un passaggio preliminare per capire dove intervenire, cosa rafforzare, quali sperimentazioni mettere a terra.
Strutture più connesse ai quartieri e servizi anche a domicilio
Lodi insiste sul valore del cosiddetto “co-living” delle politiche – cioè la collaborazione tra ente pubblico e terzo settore – come metodo per governare la sfida dell’invecchiamento e, insieme, sostenere benessere e socialità. Il punto centrale riguarda il ruolo delle strutture residenziali, già oggi riferimento per molti quartieri, ma chiamate a “aprirsi” ancora di più alle comunità territoriali.
Tra le ipotesi citate c’è il potenziamento di servizi socio-sanitari a domicilio, per garantire una maggiore “residenzialità” delle persone anziane: in pratica, aiutare chi può a rimanere nella propria casa, con interventi mirati e continuità di assistenza, riducendo isolamento e fragilità prima che diventino emergenze.
Un percorso a tappe, fino al confronto con Regione Liguria
Il tavolo del Matitone non resterà un episodio isolato. L’assessora annuncia altri incontri, con una tappa conclusiva che coinvolgerà Regione Liguria, con cui l’amministrazione riferisce di lavorare già su più livelli, dal Tavolo dell’invecchiamento attivo alle questioni socio-sanitarie più ampie legate a terza e quarta età.
L’intenzione è arrivare a proporre alla Regione soluzioni innovative concordate con le strutture convenzionate, per rispondere in modo più efficace e capillare ai bisogni delle persone fragili e costruire un modello di welfare integrato che incida non soltanto sulla salute, ma anche sulla vita sociale degli anziani, tema spesso sottovalutato e invece decisivo nel mantenimento dell’autonomia.
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