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Genova, imbrattato il murale della Radura della Memoria

11/05/2026

Genova, imbrattato il murale della Radura della Memoria
Foto Instagram Cristina Lodi

Il murale della Radura della Memoria, luogo simbolo legato al crollo di Ponte Morandi, è stato imbrattato, provocando la dura condanna della sindaca di Genova Silvia Salis. La prima cittadina ha definito l’episodio un atto incivile, oltraggioso e indegno, rivolgendo le scuse della città ai familiari delle vittime, agli sfollati e a tutte le persone che continuano a portare le ferite umane e civili di quella tragedia.

La condanna della sindaca Silvia Salis

La sindaca ha espresso una presa di posizione netta dopo il danneggiamento del murale, sottolineando il peso simbolico del luogo colpito. La Radura della Memoria non è uno spazio urbano qualsiasi, ma un’area nata per custodire il ricordo delle vittime del crollo del viadotto e per offrire alla comunità un punto di raccoglimento, rispetto e consapevolezza.

Nel suo intervento, Salis ha chiesto scusa a nome della città di Genova, rivolgendosi in particolare ai familiari delle vittime e agli sfollati, che hanno vissuto direttamente le conseguenze del disastro. L’imbrattamento del murale viene letto dall’amministrazione come una ferita inferta a una memoria collettiva ancora viva, legata a persone, storie familiari, quartieri e vite spezzate o profondamente cambiate.

La sindaca ha annunciato che il Comune si attiverà per ripristinare il murale nel più breve tempo possibile, così da restituire dignità a un segno pubblico nato per ricordare e per mantenere aperto il rapporto tra la città e quella pagina dolorosa della sua storia recente.

Ripristino dell’opera e richiesta di responsabilità

Oltre al recupero materiale dell’opera, Salis ha auspicato che i responsabili vengano individuati rapidamente. La richiesta non riguarda soltanto l’accertamento dell’episodio, ma anche la possibilità di prevedere per chi ha compiuto il gesto un percorso di educazione e formazione sul valore della memoria e del rispetto.

La posizione della sindaca richiama una responsabilità più ampia: proteggere i luoghi della memoria significa difendere il legame tra una comunità e le persone che hanno subito una perdita irreparabile. Ogni segno lasciato in quei luoghi ha un valore che supera l’aspetto materiale, perché riguarda la sensibilità di chi vi si reca per ricordare, comprendere o rendere omaggio.

L’imbrattamento del murale alla Radura della Memoria diventa quindi un episodio che l’amministrazione intende affrontare con fermezza, ma anche con una prospettiva educativa. Il ripristino dell’opera servirà a cancellare il danno visibile; l’individuazione dei responsabili e un percorso di consapevolezza potranno invece contribuire a riaffermare il rispetto dovuto a un luogo che Genova considera parte della propria coscienza civile.

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Annalisa Biasi

Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to