Smartphone rubato rintracciato con un’app: denunciato un 35enne per ricettazione
03/03/2026
Intervento della Polizia di Stato nella tarda mattinata di sabato in via Bersaglieri d’Italia, dopo la segnalazione di una cittadina che aveva appena subito il furto del proprio telefono cellulare. L’episodio si è concluso con il recupero dello smartphone e la denuncia di un uomo di 35 anni, originario della Costa d’Avorio, già noto alle forze dell’ordine, per il reato di ricettazione.
La vicenda ha avuto uno sviluppo rapido grazie all’utilizzo di un’applicazione di localizzazione installata sul dispositivo sottratto. La proprietaria, accortasi del furto, è riuscita a individuare in tempo reale la posizione del telefono, segnalata in piazza Di Negro, fornendo agli operatori un elemento determinante per l’intervento.
L’intervento delle volanti e il recupero del dispositivo
Le pattuglie dell’U.P.G. e S.P., ricevuta la comunicazione, hanno raggiunto l’area indicata intorno alle ore 12.00. Dopo una breve attività di ricerca sul posto, gli agenti hanno individuato il 35enne che, al momento del controllo, risultava in possesso dello smartphone oggetto di furto.
Il telefono è stato immediatamente recuperato e restituito alla legittima proprietaria, ponendo fine a un episodio che avrebbe potuto avere conseguenze più gravi sotto il profilo economico e personale. Durante la perquisizione, gli operatori hanno inoltre rinvenuto una punta da trapano di cui l’uomo non ha saputo fornire una spiegazione plausibile circa la provenienza o l’utilizzo.
L’ipotesi di ricettazione e le garanzie di legge
Alla luce degli elementi raccolti, l’uomo è stato denunciato per ricettazione. L’ipotesi di reato si fonda sul possesso di un bene di provenienza illecita, circostanza che dovrà ora essere valutata nelle sedi competenti.
Resta ferma la presunzione d’innocenza dell’indagato fino a sentenza definitiva, principio cardine dell’ordinamento che tutela ogni persona sottoposta a procedimento penale fino all’accertamento conclusivo delle responsabilità.
L’episodio conferma, ancora una volta, l’utilità degli strumenti tecnologici di localizzazione nel contrasto ai furti di dispositivi elettronici, a condizione che l’intervento venga sempre affidato alle forze dell’ordine, evitando iniziative personali che potrebbero esporre a rischi.
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