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Staglieno, il Campo 13 e i nomi che tornano a parlare: presentato il libro sui partigiani

20/01/2026

Staglieno, il Campo 13 e i nomi che tornano a parlare: presentato il libro sui partigiani

C’è un punto, dentro il Cimitero monumentale di Staglieno, in cui la retorica si ferma da sola. Il Campo 13 non ha bisogno di frasi ad effetto: basta l’allineamento delle lapidi, tutte uguali, per far capire che la Resistenza non fu un racconto individuale di eroi isolati, ma una scelta collettiva, attraversata da età, provenienze e condizioni sociali diverse. È attorno a questa evidenza, concreta e quasi fisica, che si è svolta la presentazione del volume La Resistenza dei Partigiani del Campo 13, ospitata nel tempio SOCREM, e che ha visto l’intervento della sindaca Silvia Salis.

Nel suo discorso, Salis ha insistito su un punto che a Staglieno assume un peso particolare: la democrazia non “accade”, non arriva per inerzia, e non si eredita come un bene garantito. Affonda piuttosto in decisioni difficili, spesso pagate con la vita, e proprio per questo la memoria non può diventare un rito sbiadito o un esercizio di commemorazione vuota. L’idea è netta: se la memoria si distorce o scolorisce, a perdere consistenza sono anche i diritti che oggi sembrano ovvi.

Il libro di Morabito: 268 storie dietro i nomi incisi sulle lapidi

Il volume, firmato da Giuseppe Morabito, è dedicato ai partigiani tumulati nel Campo 13, nel tempio crematorio e in altri settori del cimitero. Il dato che colpisce non è soltanto numerico — 268 patrioti ricordati come persone, non come statistiche — ma il metodo: restituire identità e storia a nomi che rischiano di restare una sequenza di incisioni nella pietra, leggibili solo da chi già sa.

In questo senso il libro lavora come un “ricucitore”: rimette insieme frammenti biografici, contesti, scelte, e li riporta nel presente senza forzature. Il risultato è una memoria che non si limita a dire “è successo”, ma prova a spiegare come e perché alcune persone, in un momento storico in cui era più facile adeguarsi, abbiano deciso di assumersi una responsabilità rischiosa e spesso definitiva. Il valore dell’operazione, come è stato sottolineato durante l’incontro, cresce anche perché il contesto internazionale di oggi rende il tema delle guerre e della libertà tutt’altro che remoto.

Comune, SOCREM e ANPI: memoria pubblica e strumenti nuovi per parlare ai giovani

Alla presentazione, oltre alla sindaca, sono intervenuti l’assessore ai Servizi civici Emilio Robotti, Ivano Malcotti per SOCREM Genova, Massimo Bisca per ANPI Genova e l’autore Morabito. Robotti ha richiamato il senso civile del lavoro: tramandare la memoria della Resistenza significa custodire i valori fondanti della Costituzione e, quindi, della democrazia; e significa anche ribadire un principio scomodo ma realistico, cioè che i diritti non sono “per sempre” solo perché li pronunciamo, ma perché li difendiamo con scelte quotidiane, individuali e collettive.

Il libro si inserisce in una collana editoriale curata da ANPI Genova ed edita da Erga, composta da sei volumi che, insieme a L’Antifascismo e la Resistenza nelle “Pietre” di Genova, costruiscono una documentazione ampia sugli eccidi, i rastrellamenti e la storia della Resistenza prima della Liberazione della città. C’è poi un elemento contemporaneo che non è un semplice ornamento: l’approccio “polisensoriale” attraverso l’app Vesepia, che aggiunge contenuti multimediali, mappe, video e fotogallery, creando un ponte tra il racconto storico e i linguaggi con cui oggi, soprattutto i più giovani, si orientano e imparano.

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Andrea Bianchi

Autore di articoli di attualità, casa e tech porto in Italia le ultime novità.