Dipendenze, a Genova il simposio mondiale WFTC
19/05/2026
È iniziato questa mattina, nella Sala del Maggior Consiglio di Palazzo Ducale a Genova, il Simposio Mondiale della World Federation of Therapeutic Communities, organizzato in collaborazione con Fondazione CEIS Genova e Federazione Italiana Comunità Terapeutiche. L’appuntamento internazionale, in programma fino al 20 maggio, riunisce oltre duecento esperti e professionisti provenienti da diversi Paesi per affrontare il tema delle dipendenze, del disagio giovanile e delle nuove forme di marginalità sociale.
Palazzo Ducale al centro del confronto internazionale
La sessione inaugurale, aperta alla cittadinanza, ha registrato una forte partecipazione di pubblico e ha visto l’intervento della sindaca Silvia Salis, che ha richiamato la tradizione genovese di attenzione alle fragilità, all’accoglienza e all’inclusione sociale. Secondo la prima cittadina, ospitare il simposio rappresenta un riconoscimento per le realtà che ogni giorno lavorano accanto alle persone in difficoltà.
Salis ha evidenziato come il tema delle dipendenze non possa essere letto soltanto attraverso la lente della sicurezza, perché coinvolge dimensioni sanitarie, sociali, educative e relazionali. Il Comune, ha ricordato, ha già avviato un percorso strutturato con Asl 3, Coread e Municipi, poi rafforzato dal confronto in Prefettura, con l’obiettivo di intercettare prima le situazioni di fragilità e sostenere persone, famiglie e operatori.
Nel corso dell’apertura sono intervenuti anche il vicepresidente della WFTC e presidente del CEIS Genova Enrico Costa, l’arcivescovo Marco Tasca, il segretario del Consiglio dei ministri Alfredo Mantovano e il presidente della Regione Liguria Marco Bucci. Accanto alla sindaca erano presenti le assessore Cristina Lodi, con delega al Welfare e ai Servizi sociali, e Arianna Viscogliosi, assessora alla Sicurezza.
Verso la Carta di Genova 2026-2036
Il simposio punta alla firma della Carta di Genova 2026-2036, una road map internazionale pensata per ridefinire i modelli di cura del prossimo decennio. Il documento dovrà raccogliere indicazioni operative e linee di indirizzo utili alle istituzioni, alle comunità terapeutiche e ai servizi che lavorano nel campo delle dipendenze.
L’assessora Lodi ha definito l’appuntamento un’occasione significativa per porre Genova al centro del dibattito mondiale sulle strategie di contrasto alle dipendenze e sulla presa in carico delle persone. La Carta finale, ha spiegato, potrà diventare un riferimento per costruire nuove politiche sociali e sociosanitarie, con un approccio capace di accompagnare chi vive situazioni di vulnerabilità.
I delegati dei cinque continenti lavoreranno in gruppi tematici dedicati alle migliori pratiche educative e terapeutiche, con particolare attenzione alle nuove emergenze, tra cui la diffusione delle droghe sintetiche. Il confronto internazionale cercherà di individuare strumenti condivisi per affrontare fenomeni complessi, mettendo in relazione cura, prevenzione, comunità e responsabilità pubblica.
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