Genova, piano per valorizzare 32 aree dismesse
20/05/2026
La valorizzazione di 32 aree dismesse o sottoutilizzate del territorio comunale è stata al centro della seduta della Commissione V, riunita questa mattina alla presenza dell’assessora all’Urbanistica Francesca Coppola e di alcuni presidenti dei Municipi interessati, tra cui il presidente del Municipio II Michele Colnaghi. La proposta punta a recuperare spazi abbandonati o poco utilizzati, creando nuove opportunità di investimento e rafforzando una strategia di rigenerazione urbana fondata sulla pianificazione complessiva della città.
Una misura per recuperare aree ferme da decenni
L’assessora Coppola ha definito il progetto una misura concreta, pensata per intervenire su ambiti complessi, alcuni dei quali lasciati senza funzione da molti anni. L’obiettivo dell’amministrazione è rendere nuovamente attrattivi edifici e spazi che oggi non contribuiscono alla qualità urbana, favorendo interventi capaci di generare sviluppo, servizi, lavoro e nuove funzioni compatibili con i contesti interessati.
La proposta utilizza gli strumenti previsti dalla normativa vigente, in particolare dalla disciplina regionale sulla rigenerazione urbana, che consente procedure dedicate e semplificate. Il punto centrale è il recupero del patrimonio edilizio esistente, senza modificare la disciplina urbanistica in vigore. Il provvedimento individua invece ambiti specifici nei quali potranno essere applicati gli incentivi previsti dalla legge regionale.
Coppola ha chiarito che la rigenerazione, per l’amministrazione, non nasce da interventi isolati, ma da una visione territoriale più ampia. La scelta di lavorare su 32 aree permette infatti di affrontare il tema in modo coordinato, collegando la trasformazione degli edifici alla qualità dei quartieri, alla capacità di attrarre investimenti e alla possibilità di riattivare porzioni di città oggi prive di una funzione piena.
Incentivi, usi temporanei e attenzione alle vallate
Tra le opportunità previste figurano la riduzione dei contributi di costruzione per gli interventi sugli edifici esistenti, incentivi legati a demolizione e ricostruzione nel rispetto delle norme urbanistiche, possibilità di cumulare le agevolazioni con gli strumenti delle Zone Logistiche Semplificate e introduzione di destinazioni d’uso temporanee per favorire sperimentazioni e percorsi graduali di recupero.
La maggiore concentrazione degli edifici individuati si trova nelle vallate cittadine, territori storicamente legati a funzioni produttive e oggi attraversati da processi di trasformazione economica e urbanistica. Nel perimetro del progetto rientrano anche alcune aree connesse al sistema portuale, considerate rilevanti per il rapporto tra città, infrastrutture e attività economiche.
Per gli usi temporanei vengono introdotte regole generali orientate alla semplificazione, con esclusioni specifiche per grandi strutture di vendita e attività non coerenti con gli obiettivi di rigenerazione urbana e pianificazione territoriale. La proposta punta così a favorire il riuso degli spazi senza compromettere l’equilibrio dei quartieri, aprendo la strada a interventi capaci di restituire valore a luoghi oggi marginali e di accompagnare nuove forme di sviluppo urbano.
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