Genova, via libera allo studentato diffuso: il Consiglio approva la valorizzazione di 60 immobil
15/04/2026
La seduta del Consiglio comunale di Genova del 14 aprile si è chiusa con un passaggio destinato ad avere un peso concreto nelle politiche urbane e abitative della città: l’approvazione della delibera che consente di destinare 60 immobili, in precedenza inseriti tra quelli da dismettere, a un progetto di housing sociale e studentato diffuso. È il dato più rilevante di una giornata consiliare articolata, cominciata dopo il question time e proseguita tra ordini del giorno straordinari, emendamenti, mozioni e un confronto politico piuttosto netto tra maggioranza e opposizione.
Il valore della decisione non sta soltanto nel numero degli immobili coinvolti, ma nel cambio di prospettiva che la accompagna. Spazi originariamente destinati alla dismissione vengono infatti ricondotti dentro una funzione pubblica, con l’obiettivo di intercettare un bisogno abitativo reale, in particolare quello degli studenti, attraverso una formula che prova a mettere insieme accessibilità, riuso del patrimonio e presenza diffusa nel tessuto urbano. In una città che da anni misura la difficoltà di trattenere popolazione giovane e di rendere più sostenibile l’abitare temporaneo, l’atto approvato dal Consiglio si colloca dentro una linea politica ben precisa.
La delibera sui 60 immobili e il progetto di housing sociale
La delibera approvata dal Consiglio demanda a S.P.Im. S.p.A. gli atti e le procedure necessari per destinare i 60 immobili indicati nell’allegato alla valorizzazione attraverso assegnazioni a società, associazioni, cooperative ed enti che abbiano tra le proprie finalità la gestione di unità immobiliari rivolte agli studenti. Il modello individuato è quello dello studentato diffuso, formula che non concentra tutto in un’unica struttura, ma distribuisce l’offerta in diversi punti della città, con effetti potenzialmente più equilibrati anche sul piano urbanistico e sociale.
I contratti dovranno fare riferimento alla normativa sulle locazioni transitorie prevista dall’articolo 5 della legge 431 del 1998 e agli accordi territoriali vigenti nel Comune di Genova, sia per quanto riguarda la durata sia per la determinazione dei canoni. Non è un dettaglio tecnico secondario, perché proprio il richiamo ai limiti minimi e massimi previsti dall’accordo territoriale serve a collocare l’operazione dentro un quadro regolato e orientato alla sostenibilità economica. L’atto è stato approvato, dopo il passaggio su ordini del giorno ed emendamenti, con 22 voti favorevoli della maggioranza, 12 contrari dell’opposizione e 2 astensioni di Noi Moderati.
Il confronto politico si è concentrato anche sugli atti collegati. Un ordine del giorno della Lega ha ottenuto il parere favorevole della Giunta ed è stato approvato all’unanimità, mentre altri due, sempre presentati dallo stesso gruppo e bocciati dall’esecutivo, sono stati respinti in Aula. Anche sugli emendamenti il passaggio è stato significativo: uno della Lega ha ricevuto parere favorevole, mentre quello di Noi Moderati è stato accolto con modifica. Il risultato finale restituisce l’immagine di una delibera politicamente solida nella maggioranza, ma contestata dalle opposizioni, che ne hanno criticato l’impostazione o le modalità.
Gli altri voti in Aula tra parcheggi, IA e mozioni respinte o rinviate
Accanto alla delibera principale, la mattinata aveva già prodotto due ordini del giorno straordinari licenziati dalla Conferenza dei capigruppo. Il primo, presentato dalla Lega, proponeva una sperimentazione di parcheggi gratuiti e un piano di implementazione della sosta nel centro cittadino e nelle aree limitrofe alla Foce, con l’idea di sostenere il commercio e misurare l’impatto dell’iniziativa sui flussi di visitatori e sulle attività economiche. La Giunta, per voce del vicesindaco Alessandro Terrile, ha espresso parere negativo e l’atto è stato respinto con 21 voti contrari della maggioranza e 15 favorevoli dell’opposizione.
Di segno opposto l’esito del secondo ordine del giorno, presentato dal Movimento 5 Stelle e sottoscritto dall’intera maggioranza, dedicato al sostegno dello sviluppo della robotica umanoide e dell’intelligenza artificiale a Genova. Il testo impegna sindaca e Giunta a valutare la convocazione di un tavolo tecnico per definire un piano operativo coordinato, con l’obiettivo dichiarato di portare la città a diventare un riferimento europeo in questi settori. L’assessora Rita Bruzzone ha espresso parere favorevole e l’ordine del giorno è stato approvato all’unanimità, segnale politico non irrilevante su un tema percepito come strategico.
Nel corso del pomeriggio è stata poi bocciata la mozione di Fratelli d’Italia sui punti informativi presso le uscite dei caselli autostradali, mentre altre tre mozioni, dedicate alle pubblicità relative alle fonti fossili, a un distributore pubblico di acqua microfiltrata a Pegli e al tema della denatalità, sono state rinviate d’accordo con i proponenti. Il Consiglio si è chiuso alle 19.02, lasciando in eredità una seduta nella quale il voto sullo studentato diffuso ha rappresentato il passaggio politicamente più rilevante e, con ogni probabilità, quello destinato ad avere le conseguenze più visibili nel medio periodo.
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Fabiana Fissore è web editor e creator di contenuti dedicati a lifestyle urbano ed eventi locali. Racconta la città con uno stile fresco e coinvolgente, a stretto contatto con il territorio.