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Piano casa, Scajola convoca le Regioni sul testo nazionale

26/05/2026

Piano casa, Scajola convoca le Regioni sul testo nazionale

L’assessore regionale ligure all’Edilizia e alle Politiche abitative, Marco Scajola, ha convocato oggi la Commissione infrastrutture, mobilità e governo del territorio della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome per un confronto sul nuovo Piano casa nazionale, provvedimento atteso dalle amministrazioni territoriali e destinato a incidere sulle politiche abitative dal 2026 al 2030 con uno stanziamento previsto di 970 milioni di euro.

Il confronto tra gli assessori regionali

Alla riunione, svolta in videocollegamento, hanno partecipato gli assessori regionali con delega alle Politiche abitative. Scajola, in qualità di coordinatore vicario della Commissione, ha promosso l’incontro insieme al presidente della Conferenza delle Regioni, Massimiliano Fedriga, con l’obiettivo di definire una posizione condivisa prima della riunione tecnica prevista domani tra Ministero, Regioni e Anci.

Il confronto ha permesso di raccogliere osservazioni e richieste provenienti dai territori su un testo considerato rilevante, ma bisognoso di modifiche. Scajola ha spiegato che le Regioni intendono offrire un contributo costruttivo al Governo, perché il Piano casa nazionale riguarda un settore esposto a forti pressioni sociali, tra aumento dei costi abitativi, necessità di edilizia pubblica e domanda crescente di soluzioni accessibili.

Tra i punti sollevati figurano il ruolo delle Regioni nell’attuazione del Piano, la presenza della figura commissariale prevista dal provvedimento e l’assenza di una distinzione chiara tra edilizia residenziale pubblica, edilizia sociale ed edilizia privata. Secondo le Regioni, tali aspetti devono essere precisati per evitare sovrapposizioni operative e garantire strumenti coerenti con le diverse esigenze territoriali.

Fondo affitti e documento per Stato-Regioni

Un altro nodo riguarda la distinzione tra Piano casa e fondo affitti e morosità incolpevole. Scajola ha evidenziato che, nel provvedimento governativo, quest’ultimo verrebbe assorbito, con il rischio di lasciare i territori senza risorse dedicate a famiglie e persone che si trovano in difficoltà nel pagamento dei canoni di locazione per cause indipendenti dalla propria volontà.

Per le Regioni, mantenere strumenti separati significa proteggere due livelli diversi di intervento: da una parte la programmazione strutturale sull’edilizia abitativa, dall’altra il sostegno immediato alle situazioni di fragilità economica. La cancellazione di fatto del fondo affitti e morosità incolpevole potrebbe ridurre la capacità degli enti locali di intervenire nelle emergenze abitative quotidiane.

Al termine del confronto, le Regioni prepareranno un documento politico e tecnico che sarà portato prima in Commissione il 3 giugno e poi alla Conferenza Stato-Regioni dell’11 giugno. Il testo raccoglierà le osservazioni condivise durante la riunione e si aggiungerà alle proposte di emendamento tecnico già predisposte dagli uffici. L’obiettivo dichiarato è arrivare al tavolo nazionale con una posizione unitaria, capace di rafforzare il Piano casa e renderlo più aderente alle necessità reali dei territori.

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Annalisa Biasi

Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to